Odori e sapori di casa mia - Antiche tradizioni e ricette
di Lina Tringali
ISBN: 978-88-6884-099-0
Formato: Rilegato
Genere: Diari e Memorie
Collana: Kalendae
Anno: 2014
Pagine: 130

Ci sono degli odori, strettamente legati ai sapori, che ci accompagnano per tutta la vita: una sorta di “imprinting” che la mamma trasmette nel corso degli anni, dalla nascita, fino al distacco dalla casa natia. Da quel momento, senza rendermene conto, ho cercato di riprodurre ciò che ho visto nascere dalle sue magiche mani e spesso, anche da quelle della nonna o di qualche zia. La mia infanzia e la mia fanciullezza si sono sviluppate nel dopoguerra, quando la vita era veramente povera anche nelle famiglie borghesi, ma ricca di tante altre cose che oggi si sono perdute. Ciò che mi piace ricordare è che ogni stagione, ogni ricorrenza, ogni festività, erano caratterizzate da usi, costumi, odori sapori… L'Autrice

     
  • Presentato il libro 'Odori e sapori di casa mia' di Lina Tringali: il ricavato dai diritti d'autore ...
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Orazio Valastro, 5  novembre  2014  00:00
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LINA TRINGALI Odori e sapori di casa mia Castello di Leucatia 28 Ottobre 2014 Dott. Orazio Maria Valastro, Sociologo Per Lina: spirito apollineo e dionisiaco La presentazione del libro di Lina Tringali, “Odori e sapori di casa mia”, presso il Castello Leucatia di Catania, al Centro Culturale – Biblioteca “Rosario Livatino”, è stato un momento emozionante, un omaggio alla persona che ho avuto il piacere di conoscere e accompagnare nel suo percorso di scrittura autobiografica. Ed il percorso dell’autrice autobiografa, il percorso della persona che si è confrontata con la scrittura di sé, rappresenta un esempio significativo e una sollecitazione per chiunque avverta il desiderio di narrarsi. Due rilevanti qualità le sono state favorevoli in questo percorso, la sua autodeterminazione e la sua capacità di partecipazione. Lina aveva iniziato nel 2012, in solitario, a scrivere di sé. «La voglia di raccontare della mia vita era dentro di me da un po’ e finalmente, è arrivato il momento (…) Ho ripercorso, con sofferenza, la mia vita, rapita in un viaggio nel passato, nei ricordi. Non è stato facile, ma è stata una narrazione, in parte dolorosa ma, anche, risanatrice. (…) Siamo tutti alla ricerca di qualcosa, alla ricerca del senso della vita, alla ricerca di risposta ai nostri tanti perché. (…) Mi sono riconciliata con me stessa. Poi, andando avanti, ho incominciato a vedere nuovi germogli che mi facevano intuire che presto sarebbero arrivati fiori e frutti. Ho perdonato me e gli altri. Ho riconosciuto tutte le cose belle che la vita mi ha dato. Ho provato gratitudine verso chi permette il miracolo dell’esistenza. Continuo a fare nuovi progetti e attendo, con fiducia, nuovi doni!» (Lina Tringali, Erba secca e nuovi Germogli, 2012) La sua autodeterminazione, rispetto alla scrittura, si traspone nel senso topografico del termine, individuare sulla carta la sua posizione, riconoscere nel racconto di sé una nuova presenza a se stessi e al mondo. Il suo percorso di scrittrice autobiografa è stato sollecitato da questa cerca del senso del tutto, per volgere nuovamente uno sguardo fiducioso verso la vita. Lina ha partecipato al Laboratorio cittadino di scritture autobiografiche realizzato in questa stessa sede, l’edizione del 2013, proseguendo nella sua esperienza di scrittrice autobiografa. «Credo che, in genere, l’esperienza di gruppo ed in particolare, di un gruppo di scrittura autobiografica, porti la mente ad un livello superiore, una condizione di speciale apertura che, da soli, non potremmo raggiungere facilmente. In questo stato la mente può: ci riporta indietro nel tempo, spalanca le porte della coscienza e ci permette di leggere dentro di noi, di vedere la nostra vita dall’esterno; ci consente di stabilire un rapporto sereno con noi stessi, di rappacificarci con la vita. E poi… il confronto! La scoperta dell’altro: l’altro tanto simile a noi, con le nostre stesse fragilità e le nostre paure. È stato bello essere semplicemente insieme! » (Lina Tringali, Racconti autobiografici in giallo, 2012) Ed è questa la seconda qualità, la sua capacità di partecipazione, sollecitata da quell’ascolto sensibile di sé e dell’altro che caratterizza il laboratorio al quale ha partecipato, che le ha permesso di compenetrarsi in modo empatico con l’altro, sentire dentro, comprendere e condividere sentimenti ed emozioni. Il suo percorso non si è interrotto, è proseguito con la sua partecipazione alla prima edizione di Thrinakìa, concorso internazionale di scritture autobiografiche, dove, con mia grande gioia, è stata premiata tra i finalisti della sezione dedicata alle autobiografie, con la sua opera “Odori e sapori di casa mia”. Opera che oggi è diventata un libro, pubblicato dalla Casa Editrice Kimerik nella collana “Diari e memorie”, lo stesso editore che ha incoraggiato e sostenuto la pubblicazione di un’antologia degli autori finalisti della prima edizione di Thrinakìa. Lina, come persona e scrittrice autobiografa, incarna quello spirito e quella consapevolezza verso le quali questa esperienza di narrazione e di scrittura ci conducono. Uno spirito che è al tempo stesso apollineo e dionisiaco. Apollineo poiché ricerca, tramite il pensiero, di ricostruire con la scrittura il flusso della vita, di mettere ordine nel caos dell’esistenza. Dionisiaco in quanto non abbandona la ricerca del senso dell’esistenza, saldamente ancorato all’impulso vitale verso la vita, nella consapevolezza dell’esperienza comune del dinamismo tragico della vita stessa. Quando pensiamo agli scrittori autobiografici, credo che siano questo stesso spirito e questa stessa consapevolezza che riescono a condividere come una comunità esistenziale. Il libro di Lina ha dei grandi pregi che poggiano su questo sentire comune di questa comunità di scrittrici e scrittori autobiografi. Ricorrendo allo schema ritmico del calendario delle stagioni, dove sono collocati odori e sapori, emozioni e sentimenti, poesie e racconti, continua la sua ricerca di senso. Coinvolge i lettori sollecitandone i sensi e ancor prima di rivolgersi loro attraverso la parola e la scrittura, li rende complici di un viaggio intuitivo e multidimensionale attraverso la preparazione di piatti tipici della cucina tradizionale siciliana e le esperienze significative della sua vita in famiglia. «Vorrei, ancora, giocare… vorrei ancora ricordare… vorrei sentire ancora… gli odori ed i sapori di casa mia!» (Lina Tringali, Odori e sapori di casa mia) In un mondo nel quale gli spazi diventano neutri, nel quale facciamo fatica ad attribuire loro senso e significato, e la nostra esperienza dello spazio è geometrica, limitata a percorrerlo sempre alla ricerca di senso, il mondo dell’autrice diventa il cosmo intero che ci circonda, con i suoi ritmi naturali e biologici, psichici e sociali. Ogni spazio e momento diventa uno spazio pregnante di senso perché inserito in un tutto nel quale è possibile ancora ricordare e ascoltare, nel quale è ancora possibile orientarsi. Sono felice che insieme a Lina abbiamo fatto l’esperienza degli Ateliers dell’immaginario autobiografico che con i laboratori di narrazione e scrittura di sé, gli incontri di ascolto e lettura di testi autobiografici, i laboratori per la raccolta di storie di vita, e infine Thrinakìa, il concorso internazionale di scritture autobiografiche dedicate alla Sicilia, promuovono un’etica dell’ascolto sensibile di sé e dell’altro ed una pedagogia della memoria e dell’immaginario. Il nostro percorso comune e il suo percorso di scrittrice autobiografa prosegue, continua attraverso la sua partecipazione con le cercatrici e i cercatori di memorie di Thrinakìa al laboratorio per la raccolta di storie di vita. Il suo nuovo progetto, “Biografia di un amore”, è un altro progetto di scrittura molto promettente. Rivolgo un sincero e affettuoso augurio a Lina, che la sua esperienza di scrittrice autobiografa prosegua con grande successo. E rivolgo un augurio appassionato a tutte e tutti, a chi collabora con gli Ateliers dell’immaginario autobiografico, alle scrittrici e agli scrittori autobiografi, di proseguire anche noi con successo nel creare e avere cura di questi spazi dove potersi autorizzare a scrivere di sé.
Cristina Grasso, 5  novembre  2014  00:00
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LINA TRINGALI Odori e Sapori di Casa mia Castello Leucatia, 28 ottobre 2014 Dott.ssa Cristina Grasso, Scrittrice Dirigente Archivi di Stato di Catania e Funzionario dell'Amministrazione Archivistica dei Beni e delle attività Culturali a Roma *Contrasto tra un romanzo ed il suo autore, talvolta *Coincidenza tra quanto traspare dal libro di Lina Tringali e la personalità dell'autrice: in una parola sola “solare”, che racchiude molti significati: freschezza, bellezza, simpatia, sincerità, immediatezza. *Il libro, come sapete e potete vedere, è un'alternanza di ricordi autobiografici dell'infanzia, di poesie e di ricette. In quanto al genere esso si può inserire nel filone della “letteratura-cucina”, uno schema, un topos vincente. Proprio di recente è stato pubblicato Il Pranzo di Mosè della Simonetta Agnello Hornoby, dove si alternano ricette e memorie. Non sappiamo quando la Agnello Hornoby l'abbia scritto, mail libro della Tringali è stato scritto 15 anni fa. Quindi l'idea è originale. Ed è un topos vincente perché alla leggerezza e alla curiosità che suscita la ricetta e all'interesse pratico esperienziale di metterla in pratica è sottesa la cultura del popolo, con il suo ambiente, le sue tradizioni, che quella ricetta ha elaborato. Ormai è un dato storicizzato, da studiosi del calibro di Marc Bloc o di Jacques Le Goff, che le tradizioni gastronomiche rappresentano un elemento non minore della cultura e della civiltà di un popolo. Basti ricordare il lungo elenco degli scritti esegetici sui manoscritti di cucina medievali nei quali gli autori si sforzano di circoscrivere le specificità delle cucine nazionali nel quadro della cucina d'Europa, o la tesi di Massimo Montanari (docente ordinario di di Storia Medievale presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Bologna dove insegna anche Storia dell'alimentazione e dirige il Master europeo” Storia e Cultura dell'alimentazione”. Insegna anche all'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. E' ritenuto, a livello internazionale, uno dei maggiori specialisti (di storia dell'alimentazione), che la civiltà europea ha avuto comuni basi alimentari. E vorrei ancora ricordare gli studi e le pubblicazioni che il nostro Istituto, l'Archivio di Stato, ha fatto sulla cucina degli ordini monastici del '700 a Catania ed in particolare su quella dei Benedettini. Non mi soffermo perché non è di quei libri che dobbiamo parlare, ma quel tipo di alimentazione, la quantità di cibo di cui ciascun ordine poteva disporre giornalmente, il loro attenersi o meno alla Regola nel campo alimentare, sono indicativi del contesto storico, sociale e d economico del tempo, cioè fanno la storia. E non parliamo dell'attuale attenzione all'alimentazione, alla salutifera dieta mediterranea. *Le ricette di Lina , strettamente connesse alla preparazione dei piatti, ci inducono a ripensare che nell'era della globalizzazione, la perdita dell'identità passa anche attraverso l'omologazione eno-gastronomica: si mangiano ovunque le stesse cose (Mc Donald) e le differenze stanno scomparendo. La varietà di frutti ed ortaggi che in passato arricchiva le mense va riducendosi e così paesaggi, un tempo connotati da forme, colori, odori e sapori unici, “Odori e sapori di Casa mia”, dice Lina Tringali, diventano anonimi e piatti come il gusto dei cibi moderni. Es. le melanzane. Ecco quindi “La cucina come luogo della memoria...”atmosfere di un mondo lontano che sta scomparendo nei rapporti familiari e sociali e nelle abitudini alimentari. Lina ricorda come il pranzo della domenica era un momento gioioso ed importante dell'unità familiare. Questa lontananza nel tempo di un mondo che fu è anche ricalcata - come dice Nino Amante “dal modo in cui sono presentati ricordi e ricette e poesie scritte a mano con la grafia corsiva chiara e piena di una volta, prima dell'avvento del computer che ci ha disabituati all'uso della penna”. Ecco quindi che appare evidente l'importanza di un libro come quello della Tringali.
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