Eredità negata
di Pasquale Rineli
ISBN: 978-88-9375-662-4
Formato: Rilegato
Genere: Saggi religiosi
Collana: Officina delle idee
Anno: 2018
Pagine: 86
Disponibile anche in formato e-book

Il comando divino è chiaro: Israele avrà la sua terra. Ma allora perché viene continuamente infranto? L’Autore in questo lavoro cercherà di spiegare ed evidenziare i problemi relativi alla questione palestinese e il perché restano ancora irrisolti.

     
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Maurizio Antenore, 5  maggio  2018  09:07
Ieri, venerdì 13 maggio ’18, ho trascorso una splendida mattinata alla Fiera del libro di Torino, incontrando nuovamente i miei amici dell’edizione EEE, e i collaboratori di Kimerik e Youcanprint. Mi ero imposto nel non acquistare alcun libro per evitare di rimanere influenzato da altri racconti, in modo da proseguire il lavoro prefissato con Andrea, completamente libero da condizionamenti esterni; invece qualcosa mi ha spinto di tornare verso la Kimerik dove ho incontrato lo scrittore Pasquale Rineli, alla conclusione della sua presentazione del saggio: EREDITA’ NEGATA. L’autore tenta di spiegare ed evidenziare i problemi relativi alla questione palestinese e il perché restano tuttora irrisolti. L’ho acquistato d’impulso, scambiandoci le rispettive pubblicazioni, così come ho già fatto in passato con altri autori. Rineli si presenta in questo piccolo saggio, di poco più di 80 pagine, in modo molto interessante; ha girato per buona parte dell’Europa e a Parigi frequentando artisti del calibro di Sartre, Brognez, De Beauvoir, Lopez e tanti altri. Rientrato in Sicilia collabora con il giornale “L’Eco”. Ha scritto una collana di saggi dove illustra le varie tematiche di Israele, pur essendo un cristiano convinto. L’ho letto di un fiato e sono rimasto sorpreso come una persona così colta, sia stata in grado di cancellare con un sol colpo di spugna, tutto ciò che ha appreso… in nome di Dio, una divinità non tanto cristiana quanto ebraica, Abramitica. Le sue convinzioni sono adombrate da una letteratura parziale della Bibbia, ed esclusivamente del Primo Testamento, cui il Vaticano ha recentemente riconosciuto evidenti errori di traduzione: il 29 giugno 2008 la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti inviò una lettera alle Conferenze Episcopali sul “nome di Dio”. Nella Bibbia non si accenna ad alcun Dio ma a soggetti come Yahweh, termine impronunciabile dove nella letteratura ebraica il nome è sostituito con Adonai, e una schiera di Elohim che comunicano direttamente con i vari Profeti. La Bibbia afferma chiaramente che il popolo poteva scegliere tra Yahweh e altri Elohim (Gs 24 e numerosi altri passi). Il brano a pag. 24 esprime in modo inequivocabile le convinzioni di Rineli in merito all’ambita Terra Promessa: “… la ricostruzione dello Stato di Israele ormai è una realtà da oltre mezzo secolo e molto presto il popolo eletto ritornerà in pieno possesso dei suoi confini originali, gli stessi che gli furono assegnati da Dio stesso in eredità permanente e che niente o nessuno potrà mai togliere, annullare o usurpare.” E ancora: “Ciò che per diritto divino appartiene a Israele, le varie benedizioni, le varie promesse, la sua missione nel mondo, l’intera Terra Promessa, compresa la totalità di Gerusalemme, sono stati concessi da Dio con giuramento solenne…”. A pag. 49, nonostante si ponga come un cristiano convinto, afferma: “La quasi totalità di nazioni che si oppongono al ristabilimento di Israele, Europa in testa, sono di matrice prettamente cristiana e, come tali, sanno benissimo cosa significhi tutto questo: la fine completa e totale dei regni e governi attuali e l’instaurazione del Regno di Dio, retto dal Messia…” Espongo a Rineli solo alcuni dettagli di mia conoscenza: - Il popolo ebraico, salvato dalla schiavitù egiziana, fu fatto girare in tondo per 40anni nel deserto alla ricerca dell’agognata Terra Promessa, rintracciando infine un’area specifica; i punti di riferimento non furono le cosiddette “promesse divine” ma un analisi attenta dei territori valutando, con molto disinteresse sulla presenza di altre popolazioni, la ricchezza, presenza di acqua e fertilità. - Attualmente la Terra Promessa e Gerusalemme, non sono accettatati da un numero rilevante di ebrei sparsi per tutto il pianeta; ritengono possano riprenderne possesso DOPO la venuta del Messia. Attualmente tutto si sta volgendo, dal loro punto di vista, esattamente all’opposto. - Gerusalemme non è fondamentale solo per gli ebrei ma anche per cristiani e mussulmani, cui dovrebbero avviare una seria unificazione ideologica e costruttiva. - La stessa religione ebraica è frammentata in vari rivoli interpretativi, cui emergono i gruppi fondamentalisti Haredim che plasmano la loro vita applicando alla lettera la Torah; li riconosciamo in TV con abbigliamenti particolari, gli uomini vestiti di nero, con fluenti barbe e capelli con insolite acconciature mentre le donne sono, al pari delle usanze mussulmane, vestite come suorine e ben celate alla vista. È incredibile la frammentazione tra gli stessi Haredim, cui seguono usanze simili ma rimanendo divisi fra loro. Vi è una ininterrotta fuga tra i giovani, almeno 10mila soggetti all’anno che si ritengono ingiustamente schiavizzati; la loro fine è traumatica, inverosimile e vergognosa, spesso considerati dalle rispettive famiglie come “virtualmente deceduti”, con tanto di funerale. - Nello stato ebraico non tutti sono favorevoli all’allontanamento dei palestinesi in particolare gli studenti ebrei, spesso avviando cortei e proteste organizzate da Yesh Gvul (letteralmente “c’è un limite”), per l’uso indiscriminato della forza nei loro confronti, specialmente con armi proibite come il fosforo bianco; in taluni casi, purtroppo non completamente provati se non sapientemente celati dove si può trovare qualche sparuto dettaglio su internet, si ipotizza l’uso di bombe nucleari tattiche al neutrone. Gli obiettori di coscienza sono condannati ad anni di carcere duro. - L’acqua del Giordano è sfruttata all’8% ma è totalmente controllata dalla Mekerot Water Company e la parte non destinata agli usi ebraici, è venduta ai palestinesi a cinque volte, se non oltre, il suo valore. - La scelta di uno stato Israeliano fu avviata da Theodor Herzi, insieme a Max Nordau, fondatore del Sionismo nel 1901. Sostenne il diritto di fondare uno stato ebraico, ove possibile in Palestina, l’opzione di gran lunga più popolare; tuttavia c’era chi proponeva di crearlo in altre parti del mondo: Argentina, Equador, Suriname, Amazzonia, Uganda, Kenya, Stati Uniti d’America, Canada e Australia. In questo “saggio” non si menzionano i gravi fatti di cronaca in quei territori né il costante radere al suolo delle abitazioni o la cancellazione degli atti di proprietà, in una parola l’identità di una popolazione. Evidenzio solo l’ultimo fatto, dopo la risibile presa di posizione Americana con Trump: l’eclatante attacco dei militari israeliani contro inermi dimostranti, causando il decesso di oltre 60 palestinesi tra cui molti bambini tra cui una piccola di soli 8 mesi (fonte RAI News del 15/05/2018). In fondo sono del parere che non sia colpa di Rineli nell’essere giunto a rinnegare l’intera popolazione mondiale ma influenzato da altri soggetti. Le consiglio di leggere attentamente la mia pubblicazione: “HEDULIS-Le tre Sorelle ed. Kimerik” dove spero possa trovare una risposta come è già accaduto ad altri miei lettori; in alternativa le consiglio di orientarsi nel saggio di Mauro Biglino: “LA BIBBIA NON PARLA DI DIO”; altra alternativa è il saggio di Giovanni Carpinelli e Claudio Vercelli “ISRAELE E PALESTINA: UNA TERRA PER DUE” una visione laica e disinteressata che cerca di cogliere le ragioni di un conflitto senza fine. Un ultimo appunto; lo scienziato e fisico Hawking disse: “C’è una fondamentale differenza tra la religione, che è basato sull’autorità, e la scienza che è basata su osservazione e ragionamento. La scienza vincerà perché funziona.”
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