Mimma Mammona
di Ericka Aimi
ISBN: 978-88-5516-976-9
Formato: Rilegato
Genere: Libri per bambini
Collana: Pikkoli
Anno: 2022 - Mese: aprile
Pagine: 102

Disponibile in tre giorni

Disponibile anche in formato eBook


15,00 €
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Sintesi

Questo è il racconto di Mimma Mammona, la fata del Grande Bosco.
Intorno a lei ci sono gli gnomi, i fauni, le piccole fate e gli esseri degli antri bui e della notte; intorno a lei una piccola strega e un orco innamorato; lupi, orsi, scoiattoli, gufi tutti gli animali del Grande Bosco che lei, con la sua tenerezza e la sua saggezza, ascolta e protegge.
C'è l'Unicorno che esce dalla sua solitudine avvicinandosi a una bambina, un Circo che crea scompiglio ma che poi riesce a rimediare nel migliore dei modi: una volta per tutte! E per sempre.
Uno Straniero che nel silenzio del Grande Bosco ricerca se stesso, una bimba ribelle, una brava maestra, un Sindaco giusto, abitanti capaci di afferrare il bello della loro vita guardando col naso all'insù il bosco, le stelle. In questo racconto c'è una piccola sirena che ha avuto amore e che ritorna al mare, ma senza dimenticare chi ha amato. E tutto intorno un profumo che dal bosco arriva fino al Piccolo Villaggio: il profumo delle buone frittelle di mele fatte da Mimma Mammona. Storie di amore, di giustizia e di Magia.
Due mondi così vicini dove si deve cercare, per poi toglierla, quella linea che li separa. Quella linea per l'autrice forse non c'è mai stata.
Il suo mondo è poco cambiato dall'infanzia, e quello che è adesso è poco dissimile da quello che era. Come la musica, quella che cent'anni fa entrava nel cuore e che ora si sente di nuovo come appena uscita dalle righe di un Maestro.
Le favole racchiudono il mondo dell'infanzia sempre! Ma questo mondo dove ha confine? Quali sono i suoi contorni? E se lo si sa guardare c'è sempre lo stesso mistero: la Magia!

Ericka Aimi nasce a Carano, fra i “matti”, così come vengono chiamati gli abitanti di questo piccolo paese sulle montagne del Trentino; “matti” forse perché in tempi lontani i suoi abitanti hanno issato un toro sul tetto della chiesa per eliminare le erbacce, o forse perché spingendo dall’interno i muri hanno tentato di allargare le pareti della chiesa – troppo piccola per contenerli tutti –; o, forse, per il buon vino prodotto dai tanti vigneti coltivati in quelle terre.
Un’infanzia felice trascorsa prima tra le montagne del Trentino, poi nelle campagne del modenese. Luoghi ideali per giocare, pensare, leggere. Luoghi che le sono entrati nel cuore e nella mente indelebilmente, per non essere mai dimenticati. Tra i compagni di giochi reali e inventati, nei campi di granoturco che diventavano boschi popolati dai fantasmi dell’immaginario, nascevano, già da allora, i protagonisti di questo racconto.
Un divertente aneddoto riguarda la registrazione del suo nome all’anagrafe: infatti, nel nome di Ericka abbondano le consonanti. Nella città di origine della madre, Bolzano, questo nome si scrive con la k, mentre nel resto d’Italia con la c, così per qualche strana ragione all’anagrafe hanno deciso di metterle entrambe.

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